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Sacco edilizio chieste condanne fino a 9 anni di carcere |
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News Quotidiani
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Scritto da Antonio -Russo da il Mattino
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Domenica 07 Febbraio 2010 19:34 |
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Antonio Russo Nola. È alle battute finali il processo per la costruzione del rione abusivo di Casalnuovo: il pubblico ministero ha chiesto la condanna per tutti gli imputati. La vicenda è cominciata nel febbraio 2007, quando i carabinieri sequestrarono numerosi palazzi (formati ognuno da vari appartamenti) tutti abusivi e non condonabili, situati alla periferia del grosso centro, nella frazione di Casarea, lungo il confine con Pollena
Trocchia. Quello fu il primo sequestro, seguito dopo poco tempo da altri, sempre a Casalnuovo. Ad essere costruito abusivamente risultò un intero rione: gli appartamenti edificati 400, 40 dei quali per di più già venduti ad altrettante famiglie. Dopo la scoperta degli edifici gli investigatori fecero una serie di accertamenti di tipo amministrativo, scoprendo i sistemi che venivano utilizzati per tentare di sanare le varie irregolarità: in pratica gli organizzatori attraverso una serie di falsi documenti cercavano di far condonare gli edifici. Si trattava tuttavia di immobili costruiti dopo la scadenza del termine previsto dalla legge per poter ottenere il condono. Molti degli imputati poi sono accusati solo di violazione delle norme edilizie. A conclusione della fase dibattimentale il rappresentante della pubblica accusa, Carmine Renzulli, ha formulato le sue richieste di condanna. Ecco l’elenco completo: Elisabetta Beneduce, un anno di carcere, Adelaide Carbone un anno e sei mesi, Aldo Carbone un anno e sei mesi, Santo Carbone, un anno e sei mesi, Raffaele Carotenuto un anno e due mesi, Tommaso Giovino un anno e un mese, Ubaldo Giovino un anno, Vincenzo Giovino un anno, Andrea Iorio un anno e due mesi, Felice Iorio un anno e due mesi, Giuseppe Paparo un anno ed un mese, Maria Teresa Rea un anno e tre mesi, Luigi Romano un anno e sette mesi, Concetta Sarnelli un anno e sei mesi, Matteo Sarnelli un anno e sei mesi. Una richiesta di reclusione per Tullio Mollo per tre anni, Domenico Pelliccia 9 anni, Giovanni Raduazzo 6 anni e Vincenzo Perdono, 5 anni. Secondo il pubblico ministero figura chiave dell’intera vicenda (e quindi oggetto della richiesta di condanna più elevata) era il costruttore Domenico Pelliccia, che fu arrestato poco dopo la scoperta del rione abusivo. Pelliccia con la sua impresa aveva edificato direttamente una parte degli edifici, mentre alcuni degli altri appartamenti li stava costruendo su commissione. «Sembra difficilmente spiegabile – commenta Salvatore Chiaravalle, difensore di Pelliccia – come mai il pubblico ministero non abbia concesso le attenuanti generiche a Pelliccia, che ha collaborato da subito con gli inquirenti, ed ha anche già risarcito autonomamente alcune delle persone offese». La parola passerà ora ai singoli difensori, tra cui Pasquale Riccio, i quali nelle prossime udienze tenteranno di smontare il castello accusatorio costruito dalla pubblica accusa. Ad emettere la sentenza sarà il giudice monocratico Carmela Di Ioro, che dovrebbe ritirarsi in camera di consiglio e stendere il verdetto in un’udienza da fissare per la fine del mese di aprile. Nel procedimento sono anche presenti come parti civili il Comune di Casalnuovo, Legambiente, ed alcune associazioni di consumatori. Al momento dei sequestri la notizia fece letteralmente il giro del mondo: la vicenda fu riportata con grande evidenza anche dalla stampa internazionale.
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